
Una delle poetesse che preferisco è:
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Nata il 10
dicembre 1830 ad Amherst (Massachusetts) Emily lizabeth
Dickinson, secondogenita di Edward Dickinson,E stimato
avvocato destinato a diventare deputato del Congresso,
e di Emily Norcross, donna dalla personalità fragile,
ricevette dalla famiglia un'educazione piuttosto
libera e completa
per la sua epoca.Poetessa statunitense
dalla personalità complessa e introversa,trascorse l’intera
esistenza nella casa paterna incapace di comunicare
con il mondo esterno.
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E.Dickinson
Lasciarsi è tutto quanto sappiamo
del paradiso, e quanto ci basta
dell'inferno.
Che l'amore sia tutto, è tutto ciò
che sappiamo dell'amore.
L'anima è la più angosciante spia
che un nemico possa mandare.
            
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più
profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se
stessa:
infinità finita.
            
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita o
guarirò una pena-
o aiuterò un pettirosso caduto a
rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
            
Per provarti che
sempre ho amato
Ti porto una semplice prova:
che per quanto abbia amato
non ho vissuto abbastanza
che sempre amero'
te lo assicuro-
l'amore e' vita -
e la vita e' immortale-
dubiti ancora- amore?-
se e' cosi'
non ho altro da mostrarti
che il mio calvario-
            
Forse sarei piu'
sola
Senza la mia solitudine-
Sono cosi' abituata al mio destino-
Forse l'altra- la pace-
Potrebbe interrompere il buio
E popolare la mia stanza-
Troppo stretta- temo-
Per contenere il suo sacramento-
Non e' cosa solita per me lo
sperare-
Come un'intrusa- la speranza-
Potrebbe profanare questo luogo di
dolore-
Con la sua corte lusinghiera-
Potrebbe essere piu' facile
affondare-
In vista della terra-
Che raggiungere la mia penisola
azzurra-
Per morire di piacere-
            
Se per sfuggire alla
memoria
Fossimo provvisti di ali
Molti volerebbero
Abituati a cose ben più lente
Gli uccelli- impauriti-
Scruterebbero il gigantesco carro
Degli uomini che fuggono- disperati-
Dalla propria mente
            
Fammi un ritratto
del sole-
Così che io possa appenderlo in
camera mia-
E possa fingere di scaldarmi
Mentre gli altri lo chiamano "
Giorno"!
Disegnami un pettirosso- su un ramo-
Così che io possa ascoltarlo -
mentre dormo-
E quando cesserà il campo nei campi-
Anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo a
mezzogiorno
Se sono i ranuncoli- quelli che
volano-
O le farfalle- quelle che
fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
E scaccia la ruggine dagli alberi
Dammi l'illusione che- ruggine e
gelo-
Non debbano più tornare!
            
Il Passato
E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
            
Non posso essere
sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.
            
Io so bene che
dentro la mia stanza
c'è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.
Non c'è bisogno che io gli trovi
posto:
è una cortesia più conveniente
l'ospitale intuizione
della sua compagnia.
La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l'integrità di questa muta intesa.
Non non potrei mai stancarmi di
lui:
sarebbe come se un atomo ad un
tratto
si annoiasse di stare sempre
insieme
agli innumerevoli elementi dello
spazio.
Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa
riconoscere:
il suo nome è Immortalità.
            
Colui che il mio
nome rinchiude
piange in questa prigione.
Ho un gran da fare
a costruirmi intorno questo muro
e mentre il muro sale verso il cielo
giorno per giorno
me ne sto nella sua ombra scura
e perdo di vista il mio vero essere.
Sono fiero di questo grande muro
e lo ricopro per bene di polvere e
sabbia
per paura che rimanga anche
il più piccolo spiraglio.
Per questa mia solerzia
non vedo più
chi veramente sono.
            
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Quando sono nata io
mi sono scordata
di chiedere scusa
E quella fu la mia prima
provocazione
Poi sono cresciuta
nell'ombra di tutti
quando ho capito che
avevo dei bisogni
ho cercato di scaldarmi
al sole....
            

Agosto 2011 Venezia

Luglio 2011 Lago di Garda Sirmione

Insieme a mia figlia Laura a Lazise lago
di Garda Luglio 2011
Quello che io penso
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Il dolore di amare è dato dalla consapevolezza dei nostri
limiti; dalla nostra sete di verità e dalla delusione di non riuscire a
spiegare né a capire ciò che ci circonda; dall'impossibilità di essere noi
stessi così come vorremmo.Il
dolore di amare è dato dall'uomo: l'uomo che non vuole abbandonare il
proprio egoismo, che sfrutta l'altro uomo, che ammazza; dall'uomo che
abbandona ogni ideale, per vivere la vita più banale e sterile; dall'uomo
che si elegge giudice di altri uomini, che condanna, nega la libertà,
uccide la verità. In un mondo che da millenni inculca la stupida religione
della potenza, individuale o collettiva, il sentimento base è l'odio,
l'astio più profondo; si tende poi alla soppressione di ogni sentimento,
all'indifferenza più totale.E'
inutile nasconderci dietro la vita, rifugiarci in una felicità apparente,
negare la verità. Non possiamo rifiutare il dolore di amare, se vogliamo
essere noi stessi, se vogliamo capire il perché della vita; il dolore di
amare è il dolore stesso di vivere e di sentirci finito, di fronte
all'Infinito.
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Non ti fermare mai
            
Cammino su una
strada solitaria
L’unica che io abbia mai conosciuto
Non so dove porti
Ma è casa per me e cammino da sola...
Cammino questa vuota strada
Nel viale dei sogni spezzati
Dove la città dorme
E sono la sola e cammino da sola...
La mia ombra e l’unica che cammina accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da sola...
Sto camminando giù lungo questa linea
Che divide me da qualche parte nella mia mente
Sul bordo della linea della sponda
E dove cammino sola
Leggo tra le righe
Che cosa è sbagliato e tutto quello che è giusto
E cammino sola...
                  
Ogni bambino
violato
E' un sogno che si spegne.
E' un pizzico di speranza
che muore

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Ogni favola per bambini ha un lupo cattivo

L’esperienza spaventosa è un elemento catartico
per i piccoli che imparano a dominare le proprie
paure e così sono aiutati a crescere. Ogni fiaba
raccontata a un piccolo è paragonabile a una
sorta di cammino iniziatico verso il mondo vero,
quello realmente spaventoso.
Esistono nella realtà
dei Lupi Cattivi che non si limitano a
mangiare la nonna di Cappuccetto Rosso, ma che
abusano di quei piccoli che dovrebbero
spaventarsi solo delle storie di lupi raccontate
loro da nonni davanti ai focolari domestici. Non
si tratta più di riti di iniziazione, ma
dell’inizio di una caduta verso le profondità di
un inferno fatto di paura e di autopunizione.
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Ho imparato a camminare,
da sola
Ho imparato a correre, a fuggire,
scappando dalle paure di fanciulla
tremando dinanzi a dure voci,
ed ho imparato a piangere
per difendermi da parole ingiuste,
verso chi non può reagire
urlando la verità ed i pensieri Ho imparato a
crescere.
Tra gente di passaggio,
ed oggi ho imparato a dimenticare
la gente di passaggio,
a credere nella solitudine
e che lo specchio di casa
sappia ascoltarmi senza ipocrisia.
Ho imparato a soffrire.
Ho imparato a capire la vita,
e non è facile accettarla
Ho imparato ad amare
per ingannare la vita stessa,
Ho imparato a rialzarmi,
da sconfitta,
e ricostruire il mio mondo, un altro e un altro
ancora
Io, non ho ancora imparato a smettere d'amare,
sapendola amara, crudele
e avara di gioie.
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